Chi Sono
Utente: JohnnySmith
Nome: Renata A.
Una mamma casalinga di quasi cinquant'anni in perenne conflitto con l'amato Pargolo diciassettenne e col mondo intero. Rockettara, lettrice fanatica di qualsiasi cosa, affamata di film horror, innamorata di Stephen King e con la tendenza a pensare e comportarsi come una quindicenne sebbene non ne abbia ne' il fisico, ne'l'eta'. Insomma una donna d'oggi proiettata nel futuro e nel passato a seconda degli stati d'animo, con tendenza all'iperattivita' in ogni campo, anche se e' un campo dove capisco poco (vedi il pc e tutto quanto lo riguarda), ma ci devo provare!

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Odi et Amo
Odio
Chi vuol sembrare acculturato e non lo e' affatto
Le persone con due facce
Il buonismo e chi non dice mai parolacce

Amo
Chi e' sempre se stesso, in qualunque occasione
Chi ha qualcosa di diverso
Chi dimostra di essere coerente



Il mare visto da una finestra nell ora del tramonto è il mantello di un cavaliere mosso dal vento; è lo specchio di Dio col sorriso del cielo; è l infinito finito,culla delle fantasie dell uomo; è lo scrigno dei miei sogni di fuga.. il mare visto da un vecchio nell ora del tramonto ha lo stesso colore degli occhi di un bambino che corre sulla sua riva. è la nostalgia..la malinconia..; è ciò che vorrei,il mondo che non ho; è la lacrima che rende umidi i miei occhi. il mare visto da una finestra nell ora del tramonto è l innarrivabile risposta, l incognita illustre dei miei quesiti. MaUrO(2.5.05) 20:12 (Mauranonimo)



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LA FOGLIA VERDE OMAGGIO IN VERSI ALLA  DONNA ALL'AMORE
Frase scorrevole
Non approvo quello che dici ma difendero' fino alla morte il tuo diritto di dirlo.



Il mio è un piccolo cuore che ti ama. Ogni mattina ti cerco nel riflesso dell’acqua, per dissetarmi. Ti ascolto sulle onde sottili del vento, per nutrirmi delle tue parole. Ti vedo assisa sul trono dell’alba, a regalarmi il primo sole. La vita è un grande libro che mi parla di te. Lo sfoglio ogni giorno per leggerci amore. L’amore, non è una bugia dell’anima per far soffrire, è viva luce dell’universo. Morirò col primo vento del mattino, se tu m’ abbandoni. Sarà un giorno di quiete. Non ci saranno più i miei battiti a far volare i sogni, né le mie parole a danzare davanti ai tuoi occhi. Rimarrà solamente l’amore che porto dentro. Dalle mie mani, dal mio sguardo, dal mio sorriso, avanzeranno carezze, che non andranno perdute. Le donerò ai bambini ed a tutti coloro che reclamano da sempre amore, così da far capire che anche la luce di un piccolo cuore, può tener acceso l’intero universo. Dedico questa poesia all’amica JonnySmith-Ivan



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Metafisica, poesia, musica e cinema.
venerdì, 31 ottobre 2008
Ladies and gentlemen, this is...HALLOWEEN!!!!1

JohnnySmith

 

Da un po' di anni anche in Italia si celebra la festa di Halloween, ma quanti di noi sanno cosa significhi?
Lo ammetto, ne ero totalmente all'oscuro, sapevo solo che lo facevano gli Americani e che noi, li imitavamo, poi sono andata in cerca su Wikipedia, ed ecco svelato l'arcano:

L'usanza di intagliare i Jack-o'-lantern risale alla leggenda irlandese di Jack, un pigro ma astuto fattore, che con un astuto inganno ed una croce intrappolò il diavolo, e lo liberò solo dopo che questo acconsentì a non farlo mai entrare all' inferno. Quando Jack morì, aveva peccato così tanto da non poter essere accolto in paradiso, ma il diavolo non lo lasciò entrare all'inferno e cosi rimase in Purgatorio.

Così Jack intagliò una delle sue rape, ci mise una candela dentro e cominciò a vagare senza fine per il mondo alla ricerca di un posto dove riposare. Egli divenne noto come Jack della Lanterna o Jack-o'-Lantern.

In realtà il nome del personaggio, in inglese Jack o'Lantern, deve essere tradotto come Giacomo della Lanterna, per specificare il fatto che è il Giacomo della leggenda della lanterna. Era un astuto e dispettoso personaggio che faceva a tutti i dispetti e ingannava chiunque con i suoi trucchetti. Una volta "sfidò" anche il diavolo in persona facendolo spaventare e salire su un albero. Così Giacomo incise una croce sull'albero in modo da rendere il diavolo incapace di scendere. Fece poi un patto con il signore del male (appunto Lucifero) chiedendogli di non accettarlo all'Inferno nel caso in cui egli avesse commesso dei peccati. Jack alla morte ebbe commesso tanti peccati che in Paradiso non lo accettarono, ma nemmeno all'inferno, per il patto. Jack prese una zucca o un ortaggio (a seconda del luogo in cui la leggenda viene raccontata), ne intagliò una specie di volto, ci mise dentro una candela a mo' di lanterna e cominciò a vagare in cerca di un luogo in cui riposare nel Purgatorio. Halloween è il giorno in cui Giacomo cerca un luogo per stare tranquillo e tutte le persone devono appendere una lanterna fuori dalla porta per indicare alla povera anima vagante che la loro casa non è posto per lui.

Ma non e' finita qui, ho scoperto anche che in Toscana, la mia regione, esiste da sempre un personalissimo Halloween, che addirittura si fa risalire al gioco dello "Zozzo" che a sua volta puo' riportarci alla "Rificolona":

L'uso delle zucche era ben presente anche nella cultura contadina della Toscana fino a pochi decenni fa, nel cosiddetto gioco dello zozzo. Nel periodo compreso tra settembre e novembre si svuotava una zucca, le si intagliavano delle aperture a forma di occhi, naso e bocca; all'interno della zucca si metteva poi una candela accesa. La zucca veniva poi posta fuori casa, nell'orto, in giardino ma più spesso su un muretto, dopo il tramonto e per simulare un vestito le si applicavano degli stracci o addirittura un abito vero e proprio. In questo modo avrebbe avuto le sembianze di un mostro provocando un gran spavento nella vittima dello scherzo, in genere uno dei bambini, mandato fuori casa con la scusa di andare a prendere qualcosa. Si è ipotizzato anche un parallelo tra lo zozzo e la rificolona.

Una pratica identica era presente nel Lazio del nord, in anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale, e da far risalire, tramite testimonianze indirette, quantomeno alla seconda metà dell'Ottocento. La zucca intagliata ed illuminata veniva a volte chiamata La Morte.

A parte tutto cio' io mi sono gia' approvvigionata di dolcetti e cioccolatini, no n che' di frutti. Non voglio farmi trovare impreparata dai bambini che stanotte suoneranno alla mia porta...e voi?

Raccontato a mezza voce da: JohnnySmith alle ore 15:31 | link | commenti (16) | Categoria: curiosita, credenze
lunedì, 14 luglio 2008
Jo' dentro un film...

JohnnySmith

Ciao a tutti bimbi miei...
Stamani ho avuto un'esperienza diversa, che spero di non aver mai piu' e che mi lascia tutt'ora leggermente shockata.
Erano circa le dieci e mezza, ero gia' stata a far la spesa e altre commissioni e ho deciso insieme al mio Granatiere di Pomerania di portar a passeggio Nancy, cosi' il Granatiere aveva modo di rilassarsi un attimo e poi voleva per forza dare lo straccio bagnato dove il giorno dorme la mia cana, che e' amabilissima, ma perde tanto di quel pelo che ci si potrebbero far dei cuscini...
Appena sono uscita dal portone ho visto la signora che abita al piano sopra il mio (il quarto), l'ho chiamata per salutarla e ci siamo sedute sulla panchina prospicente alla fermata del pullman a far due chiacchere e dove poco dopo ci ha raggiunte il marito. Onestamente stavamo ridendo come stupidelli quando un forte CRACK!!! ha attirato la nostra attenzione e rendendoci conto che il rumore proveniva dall'alto abbiamo tutti e tre alzato i nasi verso la fonte di tale rumore...e abbiamo visto una persona precipitare dall'alto,rimbalzare letteralmentye due volte sull'asfalto e il suo cervello spargersi tutto intorno a lei insieme a schizzi di sangue e a pezzi di carne.
No, non sto scherzando, lo vorrei tanto ma credo che saranno molte le occasioni in cui rivivro' quei pochi minuti.
Nel giro di pochi minuti la Piazza si e' popolata di gente, poi e' arrivata un'autoambulanza, la Polizia di Stato, i Carabinieri, i Vigili del Comune di Piombino e due autoveicoli, uno dei quali con la scala estensibile, dei Vigili del Fuoco e l'iter burocratico ha avuto inizio. L'iter burocratico e il chiacchericcio della gente, che ancora non sapeva di chi si trattasse ma aveva talmente voglia di parlare del fatto che gia' da una parte dicevano che si trattava di una donna, da un'altra invece di un uomo...
La Polizia di Stato ha transennato l'area nella quale si era svolto il fatto, naturalmente c'e' stato qualche aquila che ha cercato di  oltrepassarne i limiti ed e' stata severamente redarguita dal Capitano della Polizia...
La cosa piu' schifosa e' successa quando hanno deciso di spostare il cadavere: la gente voleva per forza vedere la scena di sangue...Dio mio che schifo, c'erano perfino mamme con bambini al seguito...
Non c'e' niente da fare: possiamo andare avanti col progresso quanto vogliamo, ma stamani la scena non mi e' apparsa molto diversa da quando ghigliottinavano o tagliavano la testa con la scure ai rei mentre il popolino stava a guardare incantato.
In tarda mattinata abbiamo saputo anche il nome della persona che si e' buttata o e' scivolata dalla finestra (sembra che stesse pulendo i vetri). E' un anziano di 86 anni che abita nel mio palazzo e che io conoscevo, malato, soffriva d'asma e grandissimo fumatore, quante volte scendeva in Piazza, mi vedeva in giro, spesso con Nancy e mi chiedeva se avevo voglia di fumare una sigaretta insieme a lui, seduti su una panchina con Nancy fra i piedi e Nancy che in genere abbaia a tutti e non tollera di essere accarezzata se non da noi di casa, si faceva fare le coccole e mai gli ha abbaiato.
Io provero' a ricordarlo cosi': in Piazza, con una sigaretta in bocca e con Nancy fra i piedi...certamante non come l'ho intravisto stamani, un tutt'uno con l'asfalto.
Ciao Osvaldo, so gia' che stasera ci sara' una gran festa in Paradiso per il tuo arrivo...

Raccontato a mezza voce da: JohnnySmith alle ore 20:13 | link | commenti (5) | Categoria: credenze, shock, e successo che, vita e morte
martedì, 13 maggio 2008
Sfiga...

JohnnySmith

Come sapete non e' da me troncare a meta' i discorsi o scrivere poco, sono infatti affetta da una grave forma di elefantiasi grafica che non mi permette di cavarmela con due o tre parole ma che esige che per ogni argomento trattato io sprechi non meno di 5oo parole...
Ecco che senz'altro vi sarete chiesti perche' ierisera io me la sia cavata con poche parole...
Il perche'e' presto detto: stavo facendo le prove per oggi, martedi 13, il giorno della sfiga. Se ancora non vi avevo raccontato quanto sono superstiziosa lo faccio ora. Ebbene si, raasento la maniacalita', l'unica cosa nella quale non credo, ma probabilmente, come spesso sottolinea il Pargoletto non voglio crederci a causa della mia natura di Strega (ultimamente, specie da quando gli ho sgamato tre o quattro piccoli segreti mi chiama Strega Bacheca),e' il maleficio di quando incroci un gatto nero...Ma tutti sanno che ilo gatto nero e' l'amico fidato delle streghe, quindi...per il resto guai se vedo posare da qualcuno un cappello o un paio di scarpe sopra un letto, se mi capita di versare sale o olio son tragedie, disperazione se passa un treno e mi viene di contarne i vagoni, orrore e disperazione se rompo uno specchio (hai voglia a gettarne i cocci in acqua corrente verso il mare, cioe' un fiume o un ruscello che giungano al mare, puoi fare quello che ti pare, sette anni di guai sono assicurati!!!) e per finire non parliamo della numerologia...che del resto e' molto soggettiva: io sono nata il 17 di Luglio del 1959, un venerdi' alle 5 del pomeriggio che son sempre 17, a vederla tutta...e' ovvio che non ami il 13 e il martedi. Specialmente se il caso vuole che il mio babbo sia morto il martedi' 13 giugno del 1959, un mese e quattro giorni prima che nascessi... oppure che il mio secondo babbo, il Granatiere si e' inatti risposata quando avevo sette anni, sia entrato in coma diabetico un martedi 13 giugno del 1985...
E io, ierisera, mi preparavo ad affrontare questo benedetto 13 maggio, ma confidavo di cominciare a star attenta da oggi...e invece mi sono portata sculo da sola e ho combinato un sacco di guai con un giorno d'anticipo...
Stavo giusto scrivendo il post che precede questo quando mi si e' aperta una finestrina che mi avvertiva che avevo degli aggiornamenti da fare per Windows...generalmente li ignoro, ma questa volta mi viene chiesto di cliccaqre su Ok o su Annulla. Io sono quasi certa si aver cliccato su Annulla, ma a quel punto lo schermo e' diventato tutto nero, poi e' comparso il simbolo di Windows su campo azzurro e...nient'altro.
Ho provato a riavviare, a entrare nel DOS, a fare la danza della pioggia e a smoccolare come uno scaricatore di porto...Niente, di niente, di niente...
Cosi' ho chiuso tutto e ho acceso ilo portatile: non e' che mi piaccia piu' di tanto, lo devo ammettere,soprattutto perche' nel portatile c'e' tutto un altro sistema di digitare sulla tastiera e siccome ci sono poco abituata mi vengono i crampi alle mani...e poi io sono nata col computer fisso, non c'e' niente da fare!!!
Pero' la dose di sculo non era ancora finita e cosi'avevo appena finito di salvare lo scritto che nel portatile si e' bloccato il mouse...
E daccapo, riavvia il computer, smoccola, decidi di berti un caffe' insieme al Principe Sbiadito che non sa adoperare il computer e nemmeno ci vuole provare, ma che si e' dimostrato molto solidale con me e mi ha incoraggiata sproloquiando sul fatto che "questi cavoli di computer sono macchine infernali buone solo a far impazzire la gente..." 
E cosi', visto che la TV non ci offriva granche' abbiamo deciso di guardare un film col lettore DVD...
Solo che la mia dose di sculo da martedi 13 non era ancoraq terminata benche' il martedi 13 non fosse ancora iniziato...e subito dopo aver visto passare i titoli del Musical "Rugantino" di Garinei & Giovannini, lo schermo e' di nuovo diventato tutto nero e...basta.
Va bene, lo ammetto, sono stata preda di una crisi isterica: ho urlato, ho smadonnato, ho battuto i piedi come fanno i bimbi stizzosi,ho pianto come una fontana e ho riso come un'idiota...Poi, visto che il Principe Sbiadito nel frattempo aveva iniziato a guardare la Partita del Cuore, mi sono calmata etirati fuori gli occhiali per leggere (eh si, ragazzi miei, la gioverntu' sta arrivando al galoppo), ho deciso di andare al letto a leggermi "L'errore di Cronos", un libro che ha scritto una mia amica di blog, Barbara Risoli, che mi sta prendendo molto perche' parla di mitologia Greca, che amo tasntissimo e ... ma non voglio anticiparvi molto, ve ne parlero' piu' dettagliatamente su aNobii non appena avro' finito di leggerlo, sappiate solo che l'eroina di questo libro, Zaira, e' una ragazza fantastica, bellissima, fortissima, volitiva e...innamorata, forse piu' innamorata della vita che del resto, ma... Basta cosi', avro' modo di parlarvene piu' dettagliatamente appena possibile...
Nel frattempo, fatta la pace con i tecnici del computer con i quali avevo litigato tempo addietro, mi hanno subito sistemato il portatile e forse per domani riavro' anche il fisso, pare che abbia beccato un virus molto...virulento!
Intanto il Principe Sbiadito e' andato a dormire, stasera non ci sono partite di nessun genere, il Pargoletto e' in camerina che studia latino con l'aria di chi sta per affrontare un mostro proveniente daqllospazioprofondo, il Granatiere e' in poltrona tutta presa dalle vicissitudini televisive di "Mogli a pezzi" ed io qui a scribacchiare mentre in piazza risuonano gli ultimi colpi di martello dei carpentieri che han quasi finito di montare le gradinate in metallo che ospiteranno gli spettatori degli Italiani di pattinaggio su strada  e qualche atleta sta provando la pista...
Domani vi faccio vedere come ci hanno conciato la vita quelli del Comune di Piombino con questi Campionati Italiani di Pattinaggio...
'Notte, 'notte!!!

Raccontato a mezza voce da: JohnnySmith alle ore 20:22 | link | commenti (4) | Categoria: credenze
sabato, 20 ottobre 2007
Della morte e altre stupidaggini...

Ma a voi capita mai di pensare alla morte? E a che cosa lascerete di voi in questo mondo?
Lo so che sono pensieri da allontanare, che non e' bello pensare a tutto questo, che non si puo' pensare alla morte a questa eta', che non si fa, etc etc....Pero', ogni tanto, specie nei momenti di tedio, mi sorprendo a pensarci. Non ci penso con paura, ne' con orrore, nemmeno con desiderio, ovviamente...anzi se proprio deve succedere che succeda  il piu' tardi possibile, pero' ogni tanto mi viene in mente.
Ricordo con precisione la prima volta che ho avuto questo pensiero: ero una bimba, credo di ricordare che stavo affrontando la mia Prima Comunione e un giorno, da sola nella mia cameretta sono stata folgorata (credo che non ci sia termine piu' giusto di questo) dalla consapevolezza che un giorno sarebbe toccato anche a me.
Non e' stata una tragedia come credevo...ho continuato a vivere tranquilla senza piu' pensarci per molto, molto tempo... Poi diventata piu' grande, affrontando anche il dolore della scomparsa di parenti, amici, ne ho acquistato una consapevolezza forse maggiore, quella che si acquisisce col dolore della perdita, ma non e' stato un problema nemmeno quello, semmai una sofferenza...
Quando poi e'  nato mio figlio, ho acquistato una nuova consapevolezza, quella di lasciare qualcosa di mio nel mondo, qualcosa che durera' in eterno e che non e' la futura discendenza di mio figlio o dei miei futuri nipoti, in fondo potrebbero anche non esserci, e' la consapevolezza di aver lasciato un'eredia' "culturale" (termine usato impropriamente, perche' non parlo di cultura pura, ma della mia personale cultura, fatta di esperienze di vita e non di studi, di "impronte" non di tracce culturali, di quello che piace a me, non agli altri) che lui si ricordera', come io ricordo ogni cosa che mio padre mi ha lasciato racconandomi aneddoti, facendomi conoscere musica e libri, luoghi.
E' un'eredita' di Amore quella che lasciamo in questo mondo,c'e' chi lo fa e chi no, cosi' come c'e' chi lascia miliardi di euro e chi poche lire...Ecco,della morte penso questo...e non riesco a vederla sotto le spoglie della vecchia incappucciata di nero e con al fianco la "frullana" (strano, ricordo solo il termine gergale toscano e non mi viene in mente come si chiama l'attrezzo con cui i vecchi contadini mietevano il grano a mano...), ma solo come un accadimento, il piu' delle volte casuale, che fa parte della vita di ognuno di noi.
E ora che ho disquisito per mezz'ora  e filosofeggiato abbastanza e' l'ora di andare a nanna e , prima, di togliere dal congelatore la carne che voglio preparare per domani: Filetto al pepe verde.
'Notte'notte da Jo'.

Raccontato a mezza voce da: JohnnySmith alle ore 23:09 | link | commenti (5) | Categoria: vita, momenti, consapevolezza, credenze, me
giovedì, 27 settembre 2007
Una giornata di pioggia...

E finalmente e' arrivata la pioggia!
No, non la amo particolarmente, io amo il sole che mi da' la possibilita', anche in inverno, di fare una passeggiata fino alla Ripa insieme a Nancy (da quest'anno), lasciarla libera di scorrazare e correre quanto vuole per il piazzalone e di sedermi su una delle panchine prospicenti il mare, godermi il vento che soffia sempre, sia da est che da ovest, mettere le cuffiette e ascoltare tutta la musica che voglio...
Pero' se deve proprio piovere che piova e non faccia finta! Quando capitano quelle giornate uggiose, col cielo plumbeo e niente sole,con l'acqua che gia' si sente e non c'e', ma e' quasi sospesa nell'aria, presente e assente allo stesso tempo, ma tangibile dall'umidita' che provoca...Beh, io sono incazzosissima, non mi si sta attorno...
A me piace il tempo ben definito, gli aranci di mezzo sapore non fanno per me...
E allora ben venga la pioggia, una pioggia decisa, forte, scrosciante.Una pioggia che lava tutto, le strade, le auto, le foglie degli alberi della Piazza,la Giostra che e' situata dentro ai giardini comunali e anche le persone che camminano per la strada.
E io mi tranquillizzo, mi calmo e mi rilasso col suo ticchettare sui vetri, mi rallegro del suo rumore che somiglia alla risata di un bimbo e provo piacere al rumore del tuono e allo sbalenio dei lampi che atraversano il cielo che all'improvviso ti catapulta in un altro mondo fatto di ombre e di riflessi dorati.
L'unica cosa negativa e' che Nancy non puo' essere portata a spasso e il Granatiere, che e' la persona preposta a darle la pappa, e' costantemente assediata ...Inolre il Granatiere soffre della stessa fobia di cui soffriva temporibus illis l'Imperatore Aureliano:fobia del fulmine, e a ogni tuono, lampo o fulmine che sia, trasale come se la picchiassero...Sospetto fortemente che se durera' tanto da farle saltare i nervi saro' costretta a scendere, andare fino al piazzalone e recuperare l'auto: in giornate come queste si sente al sicuro solo dentro la macchina, perche' dice che e' isolata da terra dalle ruote, inoltre e' severamente vietato a tutti i componemti della famiglia usare ferri da stiro, telefoni e televisori, pena alte strigi e anatemi lanciati dalla suddetta.
Fortunatamente, per ora, non le e' ancora venuto in mente che il computer funziona ad elettricita'...sarei rovinata...

Raccontato a mezza voce da: JohnnySmith alle ore 16:30 | link | commenti (5) | Categoria: famiglia, momenti, credenze, casamia, granatiere
lunedì, 13 agosto 2007
Famous mystery in the world...

 Con l'espressione "Quadrato del Sator" si vuole indicare una struttura a forma di quadrato magico composta da cinque parole latine:Sator, arepo tenet opera rotas, che considerate di seguito danno luogo a un palindromo, ossia una frase che puo' essere letta da destra a sinistra e viceversa, ma e' un palindromo particolare perche' la stessa frase puo' anche essere letta dall'alto in basso e viceversa... Inoltre al centro del quadrato la parola "tenet" forma una croce palindromica.

Questo quadrato magico e' visibile in una moltitudine di reperti archeologici sparsi un po' ovunque in Europa, qui in Toscana e' visibile per esempio nella facciata del Duomo di Siena, e piu' ancora vicino a dove abito io, nella Chiesa del cimitero di Campiglia Marittima, ma l'esempio piu' celebre e' quello rinvenuto negli scavi di Pompei, inciso nelle scanalature di una colonna della Grande Palestra. L'ultimo ritrovamento italiano risale al luglio del 2007, un gruppo di giovani durante un'uscita notturna hanno rinvenuto il "Sator" nella trave di un vecchio scheletro d'abitazione accompagnato dal disegno di un "Oplita" greco e di un geroglifico.

Non si riesce a stabilire con precisione il significato della frase, perche' "Arepo" non e' strettamente latino, le due conclusioni piu' vicine al vero sono:"Il seminatore, col suo carro, tiene con cura le ruote" oppure:"Arepo, il seminatore, tiene con cura le ruote".

Qualcuno pensa che dietro la diffusione del misterioso sigillo, ci siano i Cavalieri Templari,altri, cambiando il verso di percorrenza di ogni rigo, hanno ricavato la frase:"L'uomo decide le sue azioni quotidiane, ma Dio decide il suo destino",altri ancora danno la loro spiegazione sostenendo che il quadrato del Sator fosse una mappa universale per la distribuzione della posta nei primi secoli dell'Impero Romano, visto che molte cittadine erano a base quadrata...

Per ora la verita' e'solo che nessuno sa ancora interpretare questo quadrato e rimanendo un mistero, da' adito a credenze popolari e metafisiche,a miti e leggende, e a...sproloqui, anche se molto affascinanti, come tutte le cose misteriose.

Raccontato a mezza voce da: JohnnySmith alle ore 16:13 | link | commenti (2) | Categoria: credenze
mercoledì, 06 giugno 2007
miti, leggende metropolitane, magia, brivido
Miti, Leggende metropolitane, Magia, Brivido.
 
Sono sempre stata attratta da tutto cio' che non rientra nella normalita' quotidiana, fin da piccola. I momenti piu' belli
che ricordo di quel periodo, sono quelli in cui mia nonna Giuseppina, da tutti chiamata Nonna Beppa. mi raccontava le
vicissitudini delle campagne toscane in cui era cresciuta e aveva sempre lavorato. La sera, quando tutti i bimbi vanno a
letto col racconto di una fiaba io ci andavo con i racconti di Nonna Beppa sulla campagna, sul prete che andava a benedire
le stalle perche' qualcuno aveva mandato il "malocchio" e le bestie non mangiavano piu', o perche' uno dei figli di Nonna
Beppa si era ammalato perche' la vicina gelosa che non aveva figli lo aveva affatturato, o magari di quella volota che il Nonno
 aveva dovuto a piedi, da Campiglia, raggiungere il Lago dell'Accesa, dove viveva un mago potentissimo, ma buono, per
avere, eravamo in tempo di guerra, notizie sullo zio Sergio che sapevano prigioniero in Germania, ma di cui non avevano
notizie da piu'di sei mesi e non sapevano se era vivo o morto.
Altre volte mi raccontava storie che non riguardavano la nostra famiglia ma che parlavano di spettri, di strane cose
accadute al cimitero di Campiglia, o di quella strana storia che da grande ho saputo che gira per tutta Italia e ogni
paesino di campagna la fa sua, in cui una sera, un giovanotto si reca a ballare nell'aia della piu' grande fattoria del paese,
dove si svolgeva una festa campagnola con tanto di orchestrina, incontra una bella ragazza, piuttosto pallida, ma molto
socievole con cui balla tutta la notte. Alle due del mattino si offre di accompagnarla a casa e siccome la notte e'
piuttosto umida le offre la sua giacca per ripararsi dal fresco. Giunti all'abitazione della ragazza, il giovane la saluta e
al gesto di lei, di togliersi la giacca per restituirgliela le dice che non importa, che ha caldo e tornera' l'indomani nel
pomeriggio a riprenderla, cosi' avra' la scusa per rivederla. Ma quando l'indomani il giovane fa ritorno all'abitazione della
ragazza non trovera' nessuno ad attenderlo, chiedera' notizie della bella ragazza pallida in paese e verra' a sapere che
quella signorina cosiì carina e socievole era la maestra elementare che quattro mesi prima era morta di TBC. e che lui
non era il primo al quale si manifestava, era gia' accaduto diverse volte. Sconsolato il giovane nel tornare al proprio paese
passa davanti al Cimitero, come preso da un subitaneo desiderio entra, si mette a cercare la tomba della sua amata e
proprio appoggiata alla sua lapide trova la sua giacca.
Poi c'era la storia di quando il toro da monta del fattore non copriva piu' le vacche e dovettero far venire il parroco a
benedirlo perche' il fattore stesso aveva bestemmiato contro Sant'Antonio e il santo si era vendicato non permettendo
piu' alla povera bestia di prestare il suo servizio.
Poi c'era stata la volta in cui la bimba piu' piccola di una famiglia che abitava vicino ai miei nonni aveva cominciato a
deperire riducendosi a un sacchetto d'ossa senza che ne' il medico o il prete riuscissero a risolvere il problema, ma con
l'intervento di una vecchia signora del paese tutto si era appianato. La signora consiglio' alla mamma disperata di far
bollire, durante la notte, tutti i vestiti della bimba in un calderone e appena avessero cominciato a bollire, il marito
avrebbe dovuto prendere un bastone e picchiare a piu' non posso dentro la pentola fino a quando dalla pentola stessa
non sarebbe uscito fuori un gatto nero. Subito l'uomo avrebbe dovuto colpire la bestiolina e in quel modo avrebbero
risolto non solo i loro problemi, ma il mattino dopo, la persona che aveva fatto del male alla bimba si sarebbe presentata
a casa dei genitori e avrebbe chiesto qualcosa in prestito. I genitori fecero tutto quanto era stato loro richiesto e la
mattina seguente una vicina di casa, con un braccio al collo e tutta piena di lividi, ando' dalla madre della bimba a
chiedere se poteva prestarle un po' di farina. Alla domanda "Oh Desolina, vieni vieni, ma che hai fatto al braccio, sei tutta
pesta!?!", la vicna rispose che il marito era rincasato ubriaco la notte precedente e che l'aveva picchiata.
Fra tanta gente coraggiosa c'era pero' anche chi paventava certe avventure e uno di questi era mio zio Primo.
Da qualche tempo, a chi capitava di passare davanti al Cimitero di Campiglia, trascorsa la mezzanotte, capitava di
udire un lugubre lamento e di vedere una signora con una bella pelliccia china sopra la tomba di un signore campigliese
morto recentemente, come se, profondamente addolorata, piangesse.
Zio Primo lavorava a Venturina, in quel periodo e la sera faceva ritorno a Campiglia in bicicletta. Una sera, si erano gia'
manifestate le cose che ho appena raccontato, nei pressi del Cimitero capito' anche a lui di udire quel lamento e di
intravedere fra le sbarre del cancello una figura china sulla tomba... Non mise tempo in mezzo. Giro' la bicicletta e torno'
a Venturina dove dormi' nella stalla del padrone dove stava lavorando. In seguito giovani baldanzosi si appostarono
nei pressi del Cimitero e scoprirono che la signora piangente con la bella pelliccia altro non era che il fedele cane del
suddetto signore che non voleva accettare la morte dell'amato padrone.
Cara Nonna Beppa, quanto mi manchi e non solo naturalmente per le tue storie. Mi manca la tua esperienza, la tua dolcezza,
il tuo modo di fare, il tuo non essere mai scocciata con me e perdonarmi tutto, sopratutto mi fa male che tu non abbia
conosciuto Brunello che e' arrivato cinque anni dopo la tua morte, anche se credo che lui si che ti avrebbe fatto
incavolare. Ma lui e' come se ti conoscesse, perche' gli parlo spesso di te e di zia Ofelia.
I miei morti mi mancano tutti, ma mi ritengo molto fortunata perche' erano tutte persone eccezionali e il loro
ricordo e' vivo in me come se ancora li avessi qui vicino, spero che mio figlio, un giorno, possa dire altrettanto. >=
Raccontato a mezza voce da: JohnnySmith alle ore 16:00 | link | commenti | Categoria: personale, credenze